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Kata

Gran parte del sapere tecnico di una scuola di Karate Tradizionale (o Karate-do) è tramandato attraverso la pratica del KATA (genericamente tradotto in italiano con la parola “Forma”); il Kata racchiude in se’ tutti gli elementi atti a trasferire la conoscenza dello stile e sono strutturati in modo tale da poter seguire la corretta evoluzione del praticante nel corso degli anni. Il kata inoltre tende a specializzare alcune caratteristiche psicomotorie del praticante, quali la coordinazione, la respirazione, l’agilita’, la forza, il kime ecc.
Analizzandolo dal punto di vista prettamente estetico si potra’ invece affermare che il Kata altro non e’ che un insieme di parate, contrattacchi e spostamenti attuati secondo un ordine, una sequenza ed un ritmo ben preciso che simula un combattimento immaginario contro piu’ avversari.
Un altro elemento che si ritrova nel Kata e’ senza dubbio l’essenzialita’; non esistono di fatto movimenti superflui; ogni movimento e’ stato studiato minuziosamente dai Maestri del passato e soltanto il pensare di modificarli equivarrebbe a strappare un capitolo di storia da un vecchio e prezioso manoscritto giunto sino ai nostri giorni grazie alla dedizione dei nostri predecessori.

I DIECI ELEMENTI CHE ANIMANO IL KATA:

1)- Yio No Kisin: l’atteggiamento mentale
2)- Inyo: l’attivo ed il passivo (difesa ed attacco)
3)- Chikara No Kiojaku: la forza
4)- Waza No Kankyu: la velocita’
5)- Taino Shin Shoku: la contrazione
6)- Kokyu: la respirazione
7)- Tyakugan: il significato
8)- Kiai: l’unione del corpo con la mente
9)- Keitai No Hoji: la giusta posizione
10)- Zanshin: lo stato mentale di continua attenzione


KATA SHITEI (BASE)

HEIAN SHODAN

HEIAN NIDAN

HEIAN SANDAN

HEIAN YONDAN

HEIAN GODAN

TEKKI SHODAN


KATA SENTEI (INTERMEDI)

BASSAI DAI (Penetrare la Fortezza grande)

Appartenente allo stile TOMARI-TE o SHURI-TE, introdotto dal Mº Oyadomari.
Gli ideogrammi del Passai o Bassai significano “penetrare o distruggere la fortezza”, cosa che evoca la rapidità e la potenza dei movimenti di questo kata.

KANKU DAI (Guardare il cielo grande)

Fu probabilmente creato dal Mº Koshokun.
Esistono diverse varianti come Shiho Kushanku, ed altre più rappresentative dello Shuri-Te come quella del Mº Kitayara e Kuniyoshi.
Era uno dei Kata preferiti del Mº Funakoshi.
KAN: Guardare
KU: Cielo
DAI: Grande
Significato letterale: Guardando il cielo. La tecnica iniziale del Kata rappresenta molto bene il significato del nome.

EMPI (Volo di Rondine)

Si dice che fu introdotto per il Sappushi Wanshu, ed era praticato nella regione di Tomari.
Si ritiene che sia stato influenzato dal Kempo cinese.
Più tardi fu insegnato dal Mº Sanaeda seguito dal Mº Matsumura.
Il Mº Funakoshi nel suo “Karate-Kenpo delle Ryu-Kyu” descrive che ha 40 movimenti e conferma l’origine
EN: Rondine
PI: Volo
Volo di Rondine, che sintetizza il tempo di questo Kata che copia dal volo di questo volatile la sua irregolarità.

JION (Suono del Tempio – IL TEMPIO DI JION)

Il suo significato a Okinawa è “Suono del Tempio” in onore di un monaco cinese lì in visita di cui è omonimo il nome del tempio Buddista JION. In Giappone il significato è “AMORE E GRAZIA”
Questo kata è stato perpetuato dal maestro Itosu al quale si deve sicuramente la sua trasformazione dalla forma Tomari-te nella forma Shuri-te verso il 1870

JITTE (Dieci Mani)

Kata okinawese che significa mano del tempio. In Giappone viene chiamato anche Jite o Jutte, significa, che se ben appreso una persona può far fronte a 10 avversari.
Altre fonti sostengono che il nome deriva dalla parata Yama Uke che compare nel Kata e che ricorda la sagoma di un Jitte (Sai).Tecniche di difesa contro il Bastone

HANGETSU (Mezza Luna)

Originario di Naha.
Il Mº Funakoshi nel suo libro Ryu Kyu Karate Kempo chiamò questo Kata Seishan Traduzione letterale: Mezza Luna.
Deriva dallo spostamento semi-circolare che effettuano i piedi negli spostamenti.


KATA TOKUI

TEKKI NIDAN (Cavaliere di Ferro – Secondo Livello)

Il nome originale di questi kata era in okinawese naihanci, kata di area shorei dal significato “lottare al fianco”. L’attuale definizione è dovuta a Gichin Funakoshi. La posizione caratteristica del kata Tekki è Chiba Dachi, posizione del cavaliere

TEKKI SANDAN (Cavaliere di Ferro – Terzo Livello)

BASSAI SHO (Penetrare la Fortezza piccola)

Kata di area shorin, noti ad Okinawa come passai o patsai, il cui significato originario è rompere in pezzi. In Giappone, sempre ad opera di Gichin Funakoshi, come per tutti gli altri kata shotokan, il cambio del nome significò tempesta sulla fortezza o penetrare in una fortezza. Il kata Bassai contiene molti movimenti di parata delle braccia, i quali suggeriscono la sensazione di spostarsi da una posizione di svantaggio ad una vantaggiosa

KANKU SHO (Guardare il cielo piccolo)

Significato del nome KAN: Guardare KU: Cielo DAI: Piccolo
Fu creato dal M° Itosu che si ispiro al modello di Kanku Dai.
Chibana, il più avanzato allievo del M° Itosu, studiò e diffuse questo Kata.

GANKAKU (Gru su una roccia)

In origine il kata si chiama chinto, il cui significato a Okinawa era lottare contro l’est o dove sorge il sole. Altra definizione del nome è quella del marinaio che dalla Cina lo introdusse ad Okinawa. Gankaku è un kata shorin che richiede grande equilibrio e la sua caratteristica principale è la posizione su di una gamba che si assume svariate volte, prima di eseguire yokogeri e uraken

SOCHIN (La Grande Calma)

Kata shorin di Okinawa, della scuola di Haragaki, chiamato hakko che significa grande vincitore, mentre in Giappone significa forza tranquilla. Il kata sochin rappresenta il legame tra il karate e la divinità buddista Fudo. Infatti la posizione principale del kata è fudo-dachi (sochin-dachi) ed è la posizione assunta da Fudo (statua) posta di guardia al tempio Todai-ji, dove si riscontra la guardia protettiva basata sulla credenza di difendere una causa giusta.

CHINTE (Tecniche Straordinarie)

Il nome originario è rimasto invariato si può trovare scritto anche Chintei, allo stesso viene attribuito in giappone più di un significato come “calmare – placare” oppure “insolito – fantasioso” ancora “mano misteriosa” o “mano rara”, fu ribattezzato in Giappone dal maestro Funakoshi con il nome Shoin.

JI-IN (Suolo del Tempio)

In Giappone il suo nome venne modificato in “shokyo” ma non si impose mantenendo il nome originale, riferendosi al tempio Buddista Jion, così come il significato “SUOLO o TERRENO DEL TEMPIO”
Pare che il Maestro Kamadeunchu Arakaki abbia importato questo kata dalla Cina al termine di un suo viaggio assieme a Sochin e Unsu ai primi del ‘900

NIJU-SHIHO (24 Passi)

Il nome originale di Okinawa era Niseishi e corrisponde al numero “24” ribattezzato in Giappone dal maestro Funakoshi in Niju Shiho

MEIKYO (Specchio Splendente)

Il nome originario è Rohai mantenuto, sino ad oggi in alcuni stili. Il sio significato è “segno di un airone” oppure “visione di un airone bianco”. In giappone a preso il significato di “Pulire lo specchio” oppure “specchio luminoso”, ribattezzato dal Maestro Funakoshi con il nome di Meikyo.

UNSU (Mani di Nuvola – Spazzare via le nuvole)

E’ d’incerta origine cinese, probabilmente anticamente è praticao a Okinawa nel gruppo di Niigaki o Haragaki, insieme ai kata Sochin e Nijushiho, adottato in Giappone dallo Shotokan e dallo Shito. Per affrontare Unsu è necessario la conoscenza di una quindicina di kata, tra cui Bassai, Jion, Jitte e Gankaku. Ha un ritmo particolare, velocità alterne, qualche rottura di cadenza e tecniche specifiche. Richiede un forte equilibrio psico-fisico. Usa Neko-ashi-dachi, che è quasi assente negli altri kata shotokan, come pure mawashigeri, anche se tirato da terra. Questa tecnica, introdotta da Yoshitaka Funakoshi è assente da tutti i kata shotokan, mentre è un’idea originale shaolin.

GOJUSHIHO-DAI (54 Passi Grandi)

Le tecniche e la sua forma fanno pensare che provenga dalla scuola di Shuri-te, ha mantenuto il significato originale di Okinawa, in Giappone gli è stato aggiunto solo la parola “passi”. Questo kata arrivò in Giappone per mezzo del maestro Funakoshi che lo chiamò Hotaku (Battito del picchIo) ma venne usato poco e tornò nuovamente al nome originario.

GOJUSHIHO-SHO (54 Passi Piccoli)

WANKAN (Corona del Re)

Kata shorin di Okinawa, in origine chiamato in diversi modi, cioè wankuan, matsukaze, shofu, hiko. Il nome attuale è quello giapponese. Il suo significato originale è corona del re oppure fruscio del pino